A mio nonno

Finalmente ho trovato il coraggio, sai che non è mai stato il mio punto di forza, di scriverti.

Il 1 maggio del 2010, ci hai lasciato. Ma io ti ritrovo ogni giorno. Mentre raccolgo i pomodori dal tuo orto, mentre rimprovero mia figlia e mi vengono in mente le tue parole …quando da piccola non avevo voglia di andare a scuola e mi dicevi che avevo “la poltronite”. Quando avevi la battuta pronta per ogni occasione anche quelle più tristi e ho capito con il tempo che non bisogna prendersi troppo sul serio. Sei mancato il giorno della festa dei lavoratori e non è un caso, perchè non conoscevi la fatica. Non ti ho mai detto che ti volevo bene perchè non eri da convenevoli. I tuoi gesti hanno significato più delle parole. Quando ci preparavi la colazione con il tè ogni mattina. Quando ti fermavi in autogrill mentre guidavi il camion, per comprarci i “lecca lecca” a forma di ciuccio. Quando ci portavi al mare in campeggio e ti facevamo una testa tanta per portarci in spiaggia. Non sopportavi i nostri capricci e in effetti ne facevamo tanti….e qualche scapaccione ogni tanto scappava, ma la pazienza aveva un limite. I tuoi detti in piemontese che non ho mai ben capito se te li inventavi, tipo il “partito quinto, chi ha i soldi in tasca ha vinto”, c’è qualcun’altro che lo conosce?!

 E porca miseria nonno, quanto è difficile scrivere queste parole senza qualche lacrima!. Tu che non sopportavi i piagnistei non saresti fiera di me ma io di te lo sono molto!. Racconterò di te al mio Nicolò che non hai fatto in tempo a conoscere di persona. Ma che forse vi siete incrociati mentre tu volavi in cielo e lui dopo circa un mese nasceva. Ti sarebbe piaciuto, ha molto del tuo carattere e ci saresti andato d’accordo. Tra l’altro nonno, adesso grazie a te mangio anche più volentieri “le bistecche” sai che la carne a me non piace molto ma tu ne eri ghiotto specie se cruda, penso forse stupidamente che vedere me che mangio la “ciccia” ti renda felice. Eri orgoglioso quando raccontavi di me che da piccola mangiavo di tutto e la mamma mi aveva sorpresa mentre masticavo del polmone crudo appena tagliato e a pensarci adesso, mi viene il ribrezzo. Bò ora “la pianto lì”, perchè i ricordi nei 35 anni trascorsi insieme sono tanti. Ancora un’ultima cosa quando mi sei venuto a trovare in ospedale per la nascita di Asia, tu avevi già seri problemi di salute e comunque non eri il tipo da visite di questo tipo, ma a me si è aperto il cuore quando ti ho visto ed è stato un onore. Quel giorno c’erano tante persone per il lieto evento ma in quel momento avrei voluto qualche minuto solo te accanto a me. 

A mio nonnoultima modifica: 2013-08-26T16:30:00+02:00da manrico75
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