sfoghi

venerdì 22 febbraio

Potrei raccontare che sabato i ladri hanno dinuovo tentato il colpo,

potrei raccontare che ho un mal di denti che mi tormenta da diversi giorni, potrei raccontare che finalmente sono riuscita a fare l’iscrizione on-line alle medie per Asia e ciò mi crea un pò di pensieri. Potrei raccontare anche della pagella, ormai si sta chiudendo un ciclo. Potrei raccontare che per Enrico ancora non ci chiamano dall’ospedale. Potrei raccontare che finalmente la pratica dell’inps è andata abuon fine.

Potrei raccontare ….ma non ho voglia, starei ore incantata a guardare fuori dalla finestra piccoli, tanti fiocchi di neve che scendono lentamente. Forse per questa stagione è l’ultima nevicata e mi piace stare lì a osservare senza pensare.

ricordiamo

E’ da pochi giorni passato il “giorno della memoria”.

Io vorrei volgere lo sguardo anche alle foibe. Perchè anche quello è massacro da condannare e ricordare. 

punita….

Sono subito stata castigata alla sola idea,

per aver solo potuto pensare di potermi concedere una pausa pranzo con una amica e una cena con amici.

Nicolò è stato colto da un improvviso e devastante virus gastro intestinale e ho perso il conto di quante volte ha dato di stomaco….non finivo di pulire, attaccare lavatrici e ricominciare da capo.

 

il mondo gira strano

non solo per la mia labirintite che ogni tanto mi bussa e mi stende come in questi ultimi giorni.

Gira strano perchè ieri il cardiologo prescrive un medicinale che risolverebbe in modo quasi definitivo il problema di mio marito. fin qui tutto normale…ma strano è che il medicinale è reperibile ovunque ma non in Italia.

Pare che il motivo sia ” il medicinale è troppo economico pertanto non c’è alcun interesse economico a commercializzarlo in Italia”. gira strano e mi girano anche qualcos’altro.

 

 

domenica speciale e tanti auguri a me

Abbiamo cominciato male il rientro dalle vacanze e continuiamo peggio. Perchè di solito uno al compleanno vorrebbe una giornata speciale e io di speciale ho avuto la corsa al pronto soccorso. Così, per non sentire la mancanza, in fondo era solo da dicembre scorso che io ed Enrico non ci mettavamo più piede. Considerato che nessuno dei due  ha ancora 40 anni, abbiamo una frequenza piuttosto assidua. Comunque a parte il fatto che avrei voluto scrivere qualche bella sensazione, magari infiocchettata da qualche bella immagine, scelta appositamente per l’occasione. Posso dire che l’unica sensazione vagamente positiva è stato il grande sollievo provato quando mi sono sentita dire “adesso può vedere suo marito per qualche istante….”.

Per oggi ho detto tutto.

come è potuto succedere

ma è successo. Lo avevo letto in qualche libro, visto qualche film e ho sempre pensato “oddio, come può succedere”. Ecco dopo 10 anni, mi è capitato. Ho completamente dimenticato mia figlia a  scuola, avevo rimosso il fatto che usciva alle 12,30 e non alle 17,00 come al solito. Il vuoto di memoria fortunatamente è durato non più di qualche minuto, e per fortuna. Ma a ricordarmelo non è stata la mia coscienza ma la domanda di mio papà ” ma Asia oggi a che ora esce??”…..mi si è aperto una voragine….una corsa con il cuore in gola e Asia sulla soglia del cancello della scuola piantonata dalle due maestre che mi aspettavano. Avrei voluto sprofondare, vedere gli occhi di Asia, che ormai ha quasi 10 anni, che mi cercavano esattamente come quando ne aveva due!.

Potrei dire il lavoro, gli impegni, i ritmi serrati, il rientro post-vacanze, l’età che avanza…ma non ci sono scuse. Sono una mamma ma anche una persona che ogni tanto sbaglia.

….12

 

A parte che sono passata dalle infradito agli stivali senza passare del via.

Settembre è il mese dalle ancora calde giornate di sole e dei primi freschini. Inizio a tirar su il copriletto fino al collo. Ma i colori cambiano, la luce della sera e del mattino è diversa. A settembre c’è di tutto un pò. Come i miei gusti, un pò dolce e un pò salato.

 Ma settembre è anche molto impegnativo, il mese dei rientri e degli inizi, dei cambiamenti e delle riflessioni.

Settembre è e sarà il mio mese, l’inizio della mia vita e del mio matrimonio che avveniva il 9/9 di 12 anni fa.

 

 

PROCESSO per direttissima

Un giro sulla volante, una citazione come testimone, processo per direttissima…insomma non mi faccio mancare niente. Io però, devo ancora elaborare…ho sempre avuto tempi lenti.

Così incubi invadono le mie notti, mi aggiro sospetta per casa, ho una mania compulsiva a chiudere porte, cancelli, attacca/stacca allarmi e rientrare alla sera al buio mi manca un pò il fiato.

 Poi penso alla manina, di una bimbetta biondina con gli occhi azzurri, che mi saluta ripetutamente e insistentemente, inconsapevole del fatto che il papà è agli arresti per un crimine commesso nei miei confronti. Un immagine che continua a ronzarmi in testa quando ripenso a quell’aula di tribunale. Ripenso anche che mi sono trovata circondata da parenti, molti parenti (zingari) direi un’ammucchiata di parenti accorsi per il processo dei loro cari.

tanta PAURA

Sapevo di non vivere in un paese sicuro, la criminilità è sempre più alta. Ma ho sempre cercato di non farmi condizionare troppo la vita almeno fino a oggi o meglio almeno fino all’altra notte. Notte nella quale affacciandomi dal balcone ho visto estranei nel ns. cortile aziendale, che trafficavano con pile, sbarre e quant’altro.

La mia adrenalina ha avuto un’impennata e l’agitazione è difficile da gestire, quando invece occorrono i nervi saldi. Comunque nutrivo seppur con qualche dubbio, fiducia nelle forze dell’ordine e quindi immediatamente è partita la mia chiamata al 113. La tempestività in questi casi è fondamentale. Nel frattempo, vedevo aprirsi portone e poi cancelli, sentivo forti colpi di sbranghe di ferro. Richiamavo ripetutamente il 113, ma sotto i miei occhi stavano rubando il ns. furgone carico anzi stra carico di refurtiva molto appettibile.

Qualche metro dopo, finalmente la polizia è intervenuta, è avvenuto un incidente tra i veicoli, inseguimento, colluttazione e il tanto atteso arresto in flagranza di reato dei ladri.

L’adrenalina ha lasciato il posto a uno stato di stordimento…ma la paura, quella è rimasta.

ma che caldo faaa???

 

 

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Nicolò non ha ancora capito a cosa serve un secchiello e un salvagente.

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Per una volta, dico una volta, che mi capita di rimanere a casa senza bimbi e senza lavoro, immaginavo mille cose da fare e invece me ne sto spalmata sul divano. E’ impossibile muoversi, fa un caldo bestiale. Che faccio quindi, dato che a casa non riesco a concludere molto sono andata in ufficio, il caldo dà proprio alla testa.

Intanto adesso mi riguardo le foto delle ferie appena passate…già le rimpiango.