sfoghi

Giù di tono

il caldo certo non aiuta…ma ho il morale un pò giù. Stiamo tutti bene, e questo è già una notizia, visto come abbiamo passato l’inverno dove ormai al pronto soccorso ci chiamavano per nome anzichè con il numerino.

A volte ci si aspetta qualcosa di più e invece accumolo piccole insoddisfazioni che non sto qui a raccontare, perchè anche se quasi nessuno legge non credo sia questa la sede. Ma sono in cerca di suggerimenti così per tirarmi un pò su. Possibilmente rimanendo nella legalità.

Mi rifugio un pò nella lettura, mi perdo nei blog e osservo foto, certo lo shopping aiuterebbe pure, ma con l’aria che tira è meglio limitarsi e non indurre in tentazione. Mi accontento di provare qualche gusto nuovo di yogurt o provare qualche bevanda rigorosamente analcolica. In fondo mi basta poco, ma se riesco a cogliere minime sfumature del bello spesso mi capita anche il contrario e così sprofondo.

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divagazioni a caso…

Ci sono momenti che faccio  bilanci, non solo per lavoro, e anche se il risultato è positivo, non sempre mi piace.

Ci sono momenti che le certezze e sicurezze vacillano, ma mi resta sempre il mio intuito e il mio istinto.

Letto il libro “non è mai troppo tardi…per realizzare i tuoi sogni” e mi viene in mente “uno su mille ce la fai” si, ma gli altri 999 no.

Oggi piove e mi sento così…ma non direi che sono metereopatica, direi che il tempo rispecchia il mio umore…

 

l’ete en douce

una ventata d’aria fresca, che ricorda il verde, il tiglio. Una fragranza leggera forse anche troppo.  Una creazione di  Olivia Giacobetti per l’ARTISAN. Sul web si possono trovare recensioni approfondite da persone molto  più esperte di  me.

Ci sono periodi che scrivo poco, a volte perchè ho poco da raccontare, a volte perchè non ho voglia di raccontare, perchè gli eventi della vita non sempre positivi non credo valga la pena condividerli. Quello che invece è  certo,  che alcune fragranze in qualche modo  mi aiutano, mi regalano un  pò di invisibile conforto, alcuni come l’ete en douce ha l’effetto di rasserenare la mente. Forse da qui nasce il mio debole per i profumi.

 

 

domenica delle Palme

Dopo una notte in  bianco, Nicolò è stato colto dall’ennesimo virus gastro-intestinale. Al mattino mi alzo e metto il turbo, preparo il passato con riso (grazie al bimby) per il piccolino di casa, attacco la lavatrice, l’asciugatrice, la lavastoviglie in pratica ho attivato tutti gli elettrodomestici di casa meno male che c’è la partenza ritardata. Sistemo i panni delle due lavatrici della notte, tolgo vomito (sai che novità, nei miei post è molto ricorrente qesta parola) dalle lenzuola, materassi, pavimenti, pigiami e pupazzi, asciugo i capelli lunghi (non per mio volere) della grande, mi vesto e corro in chiesa.  Proprio durante la Lettura della Passione di Gesù, mentre tutti sono  in piedi,  realizzo che sono un tantino stanca, mi sento vacillare, barcollo e a momenti stramazzo a terra. Vorrei  uscire ma Asia è tra i chirichetti e  non mi sento di abbandonarla, resisto, respiri lunghi, sudori freddi e la metto  sul piano religioso che il Signore ha sofferto molto di più quando lo hanno crocifisso e che io posso sopravvivere a un’ora di funzione e che così facendo ho colto un pò della sue pene, resta il fatto che le fatiche di una mamma sono  comunque da non  sottovalutare che a volte  mi chiedo dove  trovare le forze e per fortuna una mia personalissima risposta è nella FEDE…perchè io spesso ho la sensazione di avere superato i miei limiti personali.

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Ah dimenticavo,  benvenuta primavera

“la schiuma sul cappuccino” di Maeve H.

Piccole pillole di felicità. Rileggerlo mi fa sentire meglio. Cogliere in ogni dove delle briciole di gioia, che riempono la vita, più di quanto crediamo e più dei grandi avvenimenti. Questi invece, non capitano tutti i giorni e spesso si rivelano deludenti.

Il bello è divertirsi ad aggiungere, scovare il particolare che ci mette di buon umore, anche il lunedì come oggi e dopo un week end tappata in casa con il pupetto febbricitante.

dal dottore

mentre sto per uscire e armeggio con il mio telefonino…si avvicina una signora e mi dice che le piacciono da “impazzire” i miei stivali,

io mi imbarazzo, lei mi chiede dove li ho acquistati. Io non so che rispondere….la signora avrà circa 80 anni. Nel frattempo penso: come mai i miei stivali piacciono a una signora di 80 anni, li ho presi in un outlet..ma la signora saprà cosa sono gli outlet, la signora avrà qualche deficit mentale o io avrò qualche deficit di stile….

mah!!

 

“Il codice dell’anima” di James Hillman

Riflessioni di un giovedì nevoso:

“il senso della propria vocazione, ovvero che c’e una ragione per cui si e vivi.

Non

la ragione per cui vivere; non il significato della vita in generale,…”..

….”Esso vuole rivolgersi

piuttosto alla sensazione che esiste un motivo per cui la mia persona, che è unica e irripetibile, è al mondo, e che esistono cose alle quali mi devo dedicare al di là del quotidiano e che al quotidiano conferiscono la sua ragion d’essere; la sensazione che il mondo, in qualche modo, vuole che io esista”….

….

“Se accetto l’idea di essere l’effetto di un impercettibile palleggio tra

forze ereditarie e forze sociali, io mi riduco a mero risultato.”

Quello che questa mamma vorrebbe dire

Vorrei dire che a volte sono stanca, frustrata e neanche tanto felice senza sentirmi in colpa, una cattiva madre e senza essere giudicata.

Vorrei dire che non mi sembra giusto che devo lavorare fino a 67anni, perchè oltre a privarmi di fare la mamma come vorrei, vorrebbe dire di privarmi a fare la nonna come vorrei. A 67 anni sarò ancora più stanca oltre che vecchia. Se proprio vogliamo copiare dai tedeschi, copiamo bene anche il sistema che tutela la maternità.

 Vorrei che la società riconosca alle mamme la responsabilità di crescere la futura generazione e che da sole non possono far tutto.Sebbene il mio lavoro da un lato mi piace, dall’altro sono costretta a lavorare per il mantenimento dei miei figli. Se una mamma non vive in un clima sereno, se è troppo stanca per occuparsi di sè e degli altri come può crescere  bambini felici.

Vorrei che le donne in politica la smettessero di comportarsi come degli uomini travestiti da donne. Potrebbero invece, portare le doti che contraddistinguono le donne da sempre: la tenacia, le versatilità, e sopratutto la difesa della prole come se fosse la propria.

 

Vorrei avere la libertà di scelta di come e quanto lavorare e dedicarmi a miei figli, senza essere discriminata e penalizzata. Non credo di avere fatto nulla di male a procreare eppure perchè mi sento agli arresti domiciliari. Casa-lavoro, lavoro-casa. Non mi restano più le forze per dedicarmi ad altro. Vorrei avere la libertà di prendermi del tempo per andare a scegliermi una borsa nuova, non necessariamente di Gucci.

Vorrei essere tutelata non perchè sono una mamma, non perchè sono una donna, ma perchè sono una persona.

Vorrei dire che se fossero gli uomini a partorire si sarebbero fatti tutte le tutele del caso e si sarebbero eletti a personalità sacra e inviolabile.

da Mr Hyde a TURBOTUBBIES

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Sarà l’influenza, sarà l’effetto del clenil, sarà la clausura in casa di qualche giorno. Ma Nicolò si è trasformato da Mr Hyde in TURBOTUBBIES. E’ irrequieto, si butta per terra a piangere delirante, è preda di un isterismo non ben identificato. Non trovo il tasto OFF, ma rivoglio il mio dolce e tenero cucciolo.

dottor Jekyll e Mr. Hyde

Di giorno, elargisce sorrisi, distribuisce care e manda bacini con la manina.I suoi occhi languidi conquistano anche i cuori più duri. Porta il suo pannolino nel cestino dell’immondizia e mi porta anche le mie pantofole. Alla sera và a dormire presto, facendo ciao con la manina. Ma dopo un paio d’ore Mr hyde prende il sopravvento e il mio dolce cucciolo lascia il posto alla sua parte nascosta e cominciano strilla,ulra e pianti isterici. Da brava mamma premurosa, quale non sono mi accerto che non abbia nulla di grave e lascio spazio al suo delirio. Per certi periodi torna la quiete, ma da qualche tempo Mr Hyde si è dinuovo impossessato delle nostre notti e io sono un pochino avvilita, un tantino stanca,mentalmente disturbata e fisicamente stremata.